mercoledì 29 aprile 2015

IL CONVEGNO
L’11 aprile, presso il Museo del Sannio si è tenuto un convegno dal titolo "L'adozione. Il diritto del bambino a una famiglia", rivolto in maniera particolare alla figura degli avvocati. I minori, i diritti, le tutele, la legislatura al centro del l'incontro
Il 20 Novembre 1989 le Nazioni Unite hanno rettificato la Convenzione sui diritti dell'infanzia, secondo cui si esprime un consenso su quali sono gli obblighi degli Stati e della comunità internazionale nei confronti dell'infanzia. In conseguenza a tale convenzione ogni anno, il 20 novembre, è ricordato con la commemorazione della Giornata internazionale per i diritti dell'infanzia e dell'adolescenza.
I bambini al centro dell'attenzione del convegno "L'adozione. Il diritto del bambino a una famiglia", organizzato da L'Associazione famiglie Adottive "La Casa di Giuseppe", in collaborazione con l'Associazione IN.FI.e.RI., la Camera Minorile di Benevento e il Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Benevento.
L'adozione, appunto, un tema tanto ampio quanto ancora "caldo", che affonda le sue radici nella storia più antica, addirittura vi sono tracce nelle antiche e conosciute leggi del "codice di Hammurabi" in cui si menzionavano i diritti e doveri degli adottandi e degli adottati. L'incontro ha preso il via con una breve proiezione in cui si è lasciata la parola ai bambini in merito all'adozione, esprimendo tutti la consapevolezza del diritto, da parte appunto dei minori che vivono condizioni di vita aberranti, ai quali l'infanzia è praticamente negata, di avere una famiglia.
"Diritto del minore ad una famiglia" è anche la nuova titolazione della legge 149/2001 che è andata a sostituire la precedente, la legge 184/1983, dove effettivamente viene riconosciuto al bambino adottato non solo una tutela, ma soprattutto il diritto a lui strettamente connesso di dover avere un'appartenenza familiare. Sono intervenuti gli avvocati Luisa Ventorino, Maria Carla Pietrantonio ed Alberto Mazzeo e la dottoressa Maria Rosaria Zoino, il dottore Gennaro Petruzziello e Sergio Fattore.
Quest'ultimo è il presidente dell'Associazione " La Casa di Giuseppe", nata da un'idea di Pino De Cicco come risultato dell'esperienza di numerose famiglie adottive residenti nella provincia beneventana che si sono incontrate per confrontarsi, condividere ed affrontare insieme il personale percorso dell'adozione. L'incontro e confronto tra loro ha avuto un esito positivo, tanto da continuare attraverso riflessione e condivisione. Si è venuta a sviluppare, in questo modo, anche una rete di contatti tra le famiglie adottive e quelle che intendono adottare. L'Associazione vuole, inoltre, informare e sensibilizzare in tema di adozione a partire dalle scuole in collaborazione con le istituzioni locali, oltre a progetti specifici che includano percorsi di mutuo-aiuto a sostegno e accompagnamento delle coppie e delle famiglie per una genitorialità consapevole. Interessante è stato l'intervento di Maria Carla Pietrantonio, in triplice veste: vicepresidente dell'Associazione, avvocato e genitore adottivo che ha spiegato i processi di adozione sia da un punto di vista umano che da un punto di vista legale.
La figura dell'avvocato, in tale iter, assume un ruolo marginale , in quanto la domanda di adozione è accessibile a tutti, costituita in buona parte da autocertificazioni. Risulta, invece, più difficile la "gestazione adottiva". Un primo enorme deficit è dato dalla lentezza assolutamente gratuita del Tribunale dei minori e, in questo caso, la figura di un avvocato potrebbe ritornare più che utile per facilitare il rapporto con le figure giudiziarie. Sia ben chiaro che è il bambino che attende il diritto ad avere una famiglia.
La domanda di adozione oggi si può fare on line e successivamente seguirà l'analisi dell'idoneità dei coniugi ( i servizi sociali de Comune). Step numero due: la coppia adottante seguirà dei corsi in materia di adozione, cui seguiranno indagini di pubblica sicurezza ed una relazione sanitaria. La legge prevede che tutte queste indagini durino all'incirca 120 giorni. Step successivo: il Comune acquisisce le informazioni e le passerà al vaglio, colloquiando anche con la coppia adottante, attraverso la figura di un giudice onorario ed uno psicologo. Se l'esito risulterà positivo, verrà rilasciato alla coppia un patentino di idoneità all'adozione e questi saranno inserito in una banca dati. Il bambino sarà dato in adozione solo quando le caratteristiche della coppia, si riterrà siano compatibili con quelle del minore. Parte, così, la pre-adozione e successivamente quella definitiva. Spiegata cosi, in maniera sintetica, al di la del tempo infinito di richiesta, pare non ci siano problemi. Invece non è così, ce ne sono tanti e tra questi il "rischio giudiziario".
L'avvocato Pietrantonio ha fatto notare come l'organizzazione tecnica pecchi parecchio in questo campo, andando a ledere praticamente la tutela del minore, che effettivamente resta solo sulla carta. Ribadendo che il fattore tempo di attesa è davvero lungo, bisogna ricordarsi che la domanda di adozione ha la durata di tre anni, dopo di che è necessario rinnovarla. Altro problema: la disinformazione in merito, ecco anche perché il ruolo di un avvocato potrebbe risultare importante. All'aspetto più propriamente tecnico-pratico, bisogna aggiungere che le coppie adottive sono totalmente abbandonate a se stesse. Spesse volte diventa un percorso duro e difficile non solo per i genitori, ma anche per il bambino. Si è fatto notare, nell'ambito del convegno, che una volta adottato il minore, i servizi sociali spariscono, per cui non vi è un continuum tra prassi scritta ed azione concreta. Molte volte diventa difficile rapportarsi con la società, soprattutto quando il bambino inizierà ad andare a scuola, da aggiungere a questo, poi, il momento della rivelazione che rappresenta un tassello delicato, anzi delicatissimo.
Ad oggi si sono fatti parecchi i passi avanti in campo di adozione nazionale, questo bisogna pur dirlo, ma è anche vero che si tratta di un ambito talmente ampio e delicato che dovrebbe risultare efficiente in toto. A tutto questo si deve necessariamente sommare una cultura formativa assoluta, che ponga perennemente al centro il diritto del minore.



L'INCONTRO

Il 21 giugno 2014 presso la Sala Sacro Cuore della Parrocchia PP Cappuccini di Benevento, si è tenuto l’incontro con Manuel Antonio Bragonzi, organizzato dall’Associazione Famiglie Adottive “La Casa di Giuseppe” per la cultura dell’adozione. L’appuntamento vuole essere momento di riflessione attraverso una testimonianza di fede e di speranza vissuta dal protagonista di questa straordinaria storia.
Un giorno, a Milano, un signore dai tratti ispanici bussa alla porta del giornalista Marcello Foa e decide di raccontargli la sua storia. Era da molto tempo che desiderava farlo, ma non aveva ancora trovato il coraggio. Il giornalista capisce che sarebbe un peccato consegnare all’oblio vicende così dure ma importanti e le racconta in un romanzo dal titolo quanto mai significativo: “Il bambino invisibile”. Il nome di Manuel Antonio Bragonzi che figura sulla copertina, dopo quello dell’autore Foa, è il protagonista del libro nonché di tutte le esperienze di vita narrate in queste pagine, dense di una prosa semplice e ricca allo stesso tempo.
Manuel ha cinque anni e un grande cuore indomito. Un giorno, quando si squarcia il velo sui misteri più reconditi della sua giovanissima vita, risponde al richiamo che la natura intorno al suo villaggio gli lancia e fugge tra i boschi del Cile. In molti probabilmente sapevano perché non aveva una mamma, e perché vivesse insieme a un uomo che chiamava nonno ma in realtà era un estraneo. Un uomo che nascondeva un segreto sconvolgente sul passato di quel bambino e di sua madre, un segreto di cui Manuel aveva perso ogni ricordo.
Quando la verità riemerge dall’oblio, Manuel decide che la sua famiglia sarebbero stati gli alberi, i ruscelli, i cespugli di frutti selvatici che tante volte lo avevano sfamato. Se il mondo degli uomini lo escludeva e lo maltrattava, la natura sembrava accoglierlo, gli uccelli cantavano la forza della vita, le fronde stormivano e i prati lo accarezzavano come nessuno aveva mai fatto. Se casa è un posto dove sentirsi protetti, lì era casa sua.
Per molti mesi, anni, Manuel vive da solo nel bosco, in silenzio, mangiando frutti selvatici, imparando a cacciare dai gatti, a costruirsi una fionda, a pescare a mani nude. Un piccolo ragazzo selvaggio che coltiva dentro di sé la libertà. Niente lo avrebbe convinto a tornare nella prigione di prima, nemmeno l’inverno, nemmeno il vento gelido.

Fino a quando il destino non inizia il suo lungo viaggio in cerca del bambino invisibile...

domenica 3 febbraio 2013

Per la giornata della Memoria, Piero Terracina al S. Cuore


Il 30 gennaio, presso il salone S. Cuore di Benevento, l’associazione “Casa di Giuseppe” ha preso parte all’incontro–testimonianza tenuto da Piero Terracina, sopravvissuto al campo di sterminio di Auschwitz, in seno alla celebrazione della giornata della Memoria di quest’anno.
Sostenendo l’iniziativa extrascolastica della prof. Annamaria Buonfino De Cicco e dei suoi alunni dell’I.I.S “G. Alberti” di Benevento, l’associazione di famiglie adottive ha utilizzato l’ampia riflessione di Piero Terracina sui prodromi della deportazione degli ebrei e della conclusiva soluzione finale, per concretizzare una delle finalità che l’associazione si propone e cioè l’attivazione e l’uso di un osservatorio sul razzismo che ha come obiettivo, non solo di stigmatizzare qualunque forma o manifestazione di razzismo, ma anche di scardinare il pregiudizio su di una diversità vissuta come limite e non come valore, attraverso incontri e confronti.
La prof. Buonfino, infatti, nella presentazione dell’incontro-testimonianza, facendo anche  riferimento alla sua appartenenza all’associazione, ha puntualizzato come sia importante non drammatizzare ma neanche sminuire episodi di strisciante razzismo che prestano il fianco a confusione e comunque, se trascurati, non danno l’opportunità di confrontarsi sulle diversità che non comportano inferiorità e sul valore della persona umana che appartiene all’unica razza umana.
Al dibattito è seguita una preghiera tra Piero Terracina, di fede ebraica, e i cattolici presenti, insieme con p. Vincenzo dei PP. Cappuccini, avvenimento unico nella nostra città e senza precedenti, per quanto ci risulti.

martedì 25 settembre 2012

dalla Gazzetta di Benevento del 22 settembre 2012

Benevento, 22-09-2012 20:39
E' andato in scena il musical "La Bella e la Bestia" organizzato dall'Associazione
Famiglie Adottive "La Casa di Giuseppe" Protagoniste persone di ogni età,
componenti di famiglie adottive e non, insieme per condividere un momento di serenità e,
 soprattutto, per diffondere la cultura dell'adozione
di Claudio De Minico

"La Bella e la Bestia" è il musical andato in scena presso la Sala "Sacro Cuore" della parrocchia dei Padri Cappuccini. La spettacolo, organizzato dall'Associazione Famiglie Adottive "La Casa di Giuseppe", per  la regia Gianluca Simaldone, assistito da Natascia Fetto, ha avuto quali protagoniste persone di ogni età, componenti di famiglie adottive e non, insieme per condividere un momento di serenità e, soprattutto, per "diffondere la cultura dell'adozione", così come, ad inizio evento, ha ricordato Pino De Cicco, presidente del sodalizio nato lo scorso 13 maggio.
Ad anticipare gli attori in scena è stata la riproduzione della poesia "Il meglio di te", scritta da Madre Teresa di Calcutta.
L'Associazione offre alle coppie in attesa di adottare, come si legge sulla sua brochure informativa, uno spazio familiare ed amicale, con l'apporto di esperienze di famiglie adottive, ad integrazione dell'offerta formativa attuata dalle istituzioni (Centri Adozioni, Servizi Sociali dei Comuni e Enti Autorizzati per l'adozione internazionale) per stimolare la riflessione su di sé e sulla scelta adottiva; promuove lo sviluppo di una rete di contatti e rapporti di amicizia tra i soci offrendo opportunità di confronto e scambio di esperienze funzionali al sostegno reciproco sia nel periodo di attesa che durante la crescita della famiglia; realizza momenti di socializzazione per consentire alle famiglie di conoscersi e, soprattutto, offrire ai figli occasioni di condivisione e sostegno reciproco con altri che vivono la stessa esperienza.
E' stato istituito, ha sottolineato Pino De Cicco, nel suo breve intervento introduttivo, un Osservatorio sul razzismo, con il fine ultimo di operare sul territorio locale.
Dimostrando impegno ed abilità, nonché entusiasmo e passione, hanno animato la scena: Belle, Carlotta Boccaccino; La Bestia, Francesco Giordano; Gaston, Antonio Viola; Maurice, Graziella Salerno; Le Tont, Sergio Fattore; Lumiere, Mariarosaria Preziosi; Din Don, Maria Campese; Babette, Raffaella Preziosi; Comodino, Virginia Ricciardi; Teiera, Rosaria Tremigliozzi; Tazzina, Simone Viola; La Rosa, Carla Romano; Il Cuoco, Roberto De Toma; Popolani, Gaetano Casciello; Maria, Bruna Casciello; Anuva Fattore, Giovanna Serino; Raffaele Viola, Mechal Polisena; Wellington Polcino, Antonio Zullo.

domenica 3 giugno 2012

UNA GIORNATA CON IL RUGBY

Il 2 giugno l’Associazione Famiglie Adottive di Benevento “La Casa di Giuseppe” è stata ospite del IV Torneo di Rugby under 16 Memorial Filomena Ricci, organizzato dalla società sportiva IV Circolo presso il Campo Comunale in via Francesco Compagna. La giornata è stata l’occasione per poter vivere lo sport e condividere emozioni con i giovanissimi rugbisti, non solo beneventani.
Il torneo si è concluso con la premiazione delle squadre. Dopo un minuto di raccoglimento in ricordo della prof.ssa Filomena Ricci e dei terremotati dell’Emilia Romagna, ha preso la parola il Presidente del IV Circolo Benevento, Lorenzo De Vanna, che ha ringraziato l’organizzazione per l’impegno profuso e ha voluto esprimere un riconoscimento nei confronti della Misericordia, premiata da Stefania Camera, e il gruppo arbitri, premiati da Mariarosaria Ricci.
È poi intervenuto il Presidente dell’Associazione Famiglie Adottive, Pino De Cicco, che ha offerto una targa a De Vanna per la sensibilità e la disponibilità dimostrata.
Il momento più atteso è stata sicuramente la premiazione delle squadre: al 5° posto il Frascati, al 4° la Partenope, premiata dal delegato provinciale Rugby Raffaele Signoriello, al 3° il Rugby Benevento, premiato dall’Assessore allo Sport della Provincia di Benevento Giuseppe Lamparelli, al 2° la Selezione Comitato Campano, premiata dal Presidente Provinciale del CONI Mario Collarile, al 1° il IV Circolo Benevento, premiato da Don Vincenzo Ricci. Quest’ultimo ha salutato tutti con affetto invitando i giovani a continuare a fare sport perché importante per crescere lontani dai pericoli che attanagliano il mondo.
Appuntamento, quindi, all’anno prossimo.

giovedì 31 maggio 2012

Il 2 giugno La Casa di Giuseppe sarà presente al Torneo di Rugby che si terrà presso il Campo IV Circolo di Benevento (dopo la stazione centrale) dalle ore 10 alle 17 potrete trovarci presso il gazebo dell'Associazione per vederci e fare quattro chiacchiere.
Inoltre il 3 giugno si celebrerà una messa presso la Chiesa San Giuseppe Artigiano Contrada Piano Cappelle alle ore 19. Vi aspettiamo

giovedì 24 maggio 2012

Diritti. Figlio con disabilità non è ostacolo all'adozione

da VITA.it > News > Famiglia > Adozioni Internazionali
09 maggio 2012
Accolto il ricorso contro il tribunale dei minorenni di Milano. Il commento di Ledha

Annullato dalla Corte d'Appello di Milano il provvedimento del Tribunale dei minorenni di Milano, che aveva negato a una coppia l'idoneità all'adozione internazionale perché genitori di un bambino con disabilità. Il Tribunale dei minorenni, nel dicembre scorso, aveva ritenuto che la presenza di un bambino con disabilità sarebbe stata un peso che non avrebbe consentito ai genitori di sostenere le possibili difficoltà connesse all'entrata nel nucleo familiare di un nuovo figlio.

I giudici di secondo grado hanno invece riconosciuto come la condizione di disabilità del figlio naturale abbia al contrario rappresentato una risorsa per i due genitori in quanto già «preparati alla diversità» e quindi pronti ad affrontare le possibili difficoltà legate alla adozione. La Corte di Appello ha pertanto accolto il reclamo della coppia in cui si contestava come «il giudizio di non-idoneità non tenesse conto dell'evoluzione culturale nell'approccio alla disabilità e fosse frutto di pregiudizi».

Fulvio Santagostini, presidente di Ledha ha definito quella ottenuta in tribunale «una vittoria importante per quanto riguarda i diritti delle persone con disabilità. Il riconoscimento del diritto ad avere un figlio anche quando all'interno del nucleo familiare c'è una persona con disabilità è un passo in avanti significativo. La presenza di un bambino con disabilità deve essere considerato un valore positivo e non un impedimento».

La coppia, che vive in provincia di Varese, era stata valutata positivamente dai servizi sociali e dalla Asl del territorio. Per i quali la presenza di un figlio affetto dalla Sindrome di Dravet (una rara forma di epilessia), non rappresentava un "fattore ostativo"; alla possibile adozione di un bambino straniero.
Ledha (Lega per i diritti delle persone con disabilità), assistita dall'avvocato costituzionalista Marilisa D'Amico ha supportato, insieme ad "Elo - Epilessia Lombardia", l'azione legale presentata dalla coppia costituendosi in giudizio con un atto di intervento in cui si evidenzia come il provvedimento del Tribunale dei minorenni di Milano sia fondato «su un approccio alla disabilità ormai superato e contrastante con i nuovi principi giuridici introdotti dalla Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, ratificata con Legge 18/2009». Una lettura che è poi stata accolta e fatta propria dai giudici di secondo grado.

«Nel nostro intervento abbiamo sostenuto come la condizione di disabilità oggi non dipenda solo dalle menomazioni e dalle condizioni di salute di una persona ma anche e soprattutto da un atteggiamento sociale ed ambientale che non accetta la diversità», commenta Gaetano De Luca, avvocato del Servizio legale di Ledha. «Si tratta del nuovo approccio - cosiddetto modello biopsicosociale - introdotto nel nostro ordinamento giuridico dalla Convenzione Onu e che la Corte di Appello di Milano ha espressamente utilizzato nell'accogliere il reclamo della coppia di genitori», conferma l'avvocato Marilisa D'Amico.

martedì 22 maggio 2012

da: Il vaglio.it

Benevento chi adotta si mette assieme, ma c’è il razzismo con cui fare i conti

L’allarme di De Cicco che ha adottato tre bambini in Brasile, Cambogia e Sud Etiopia. Attività e scopi della ‘Casa di Giuseppe’

Grazia Palmieri- Pubblicato il 22 maggio 2012
Se diventare genitori è già di per sé un passo importante nella vita di ognuno, esserlo attraverso l’adozione è un percorso più complesso. A differenza della nascita naturale che è in genere caratterizzata da legami di continuità nel tempo e nello spazio, in quella adottiva si realizza, infatti, un incontro tra persone con storie e vissuti diversi, emozioni dolorose e bisogni profondi.
Un gruppo di famiglie adottive della provincia di Benevento ha deciso di mettersi insieme e creare un’associazione per discutere, confrontarsi. E’ nata così “La Casa di Giuseppe”, il primo sodalizio nel Sannio così composto, da un’idea di Pino De Cicco che ne è il presidente. Il Vaglio.it lo ha intervistato per comprendere le finalità dell’associazione. Ne è venuto fuori un racconto denso di contenuti, vista l’esperienza personale e diretta di De Cicco che ha 5 figli di cui tre adottati.
Sostanzialmente sono stati accolti bene in città, nonostante, cosa gravissima, ci siano ancora episodi di razzismo tra le nuove generazioni. Un grido d’allarme, seppur tra le righe, che De Cicco ha voluto lanciare spiegandoci la sua volontà di creare un osservatorio per tentare di mettere in atto una formazione-informazione su un fenomeno difficile da debellare.
Bruna Caroline è originaria del Brasile e sta per diventare maggiorenne, Andrea Channa proviene dalla Cambogia e ha 10 anni, Marta Tsehaynesh ha 7 anni ed è stata adottata nel Sud dell’Etiopia. Con Mariaelena e Cosimo compongono la grande famiglia di De Cicco che ne ha parlato con entusiasmo e soddisfazione.
La sua ‘avventura’ adottiva ha avuto inizio nel 1994 e, al momento, si è fermata al 2010. “Si tratta di un mondo magico – ci ha più volte ripetuto – è una volta entrati è difficilissimo uscirne”.
“Fino a molti anni fa – ha detto De Cicco – il genitore non spiegava nemmeno al figlio di essere stato adottato. E’ meglio invece che gli si dica che è nato in modo speciale, dal cuore. Quando siamo partiti per il Brasile Mariaelena e Cosimo avevano 9 e 6 anni. Ovviamente li abbiamo coinvolti dall’inizio nella nostra scelta perché senza il loro ‘consenso’ non avremmo adottato”.
Una decisione presa pur avendo e potendo continuare ad avere figli naturali, sicuramente non tanto frequente. Il 97% delle coppie che intraprende tale strada, infatti, ha problemi nel concepire un bambino. Il presidente dell’associazione ha però tenuto a precisare come, anche in tali situazioni, non si tratti di un ripiego o di un figlio di serie B, ma di un’occasione diversa offerta dalla vita.
Cosa ha spinto Pino e sua moglie Annamaria? La loro è un’idea nata già durante il periodo del fidanzamento, messa inizialmente da parte dopo il matrimonio, poi ripresa.
“Avendo già due bambini – ha spiegato De Cicco – ci siamo resi conto di quanto fosse importante per loro avere i genitori e abbiamo quindi deciso di dare una famiglia a chi non aveva nulla. Io e mia moglie siamo soliti dire che la cicogna di casa è stata un po’ distratta e ha messo i nostri figli nel mondo. E’ toccato a noi cercarli”.
“Viaggiando ci siamo resi conto inoltre – ha aggiunto il presidente – che in Italia il bambino abbandonato, nonostante sia un dramma, può avere un minimo di rete legata alla Casa Famiglia che lo accoglie. In alcuni Paesi invece non c’è nulla”. Ci ha quindi raccontato un episodio raccapricciante accaduto a un bambino di 8 anni in Etiopia che, per fame, aveva rubato una patata in un campo. Il contadino l’ha visto e si è fatto giustizia da solo, cospargendogli la mano di alcol e dandole fuoco. “Dovendo aprire la famiglia – ha asserito De Cicco – per accogliere un figlio, l’adozione internazionale è stata una motivazione in più. Abbiamo poi voluto dare spazio a chi, per diversi motivi, non poteva recarsi all’estero anche se l’adozione nazionale pare essere più difficile poiché i bambini non sono molti e sono concentrati soprattutto nel meridione dell’Italia”.
A farla da padrona, però, continua a essere la burocrazia, con lunghissimi tempi d’attesa (anche di oltre 4 anni) che, se da un lato aiutano a maturare l’idea della scelta compiuta, dall’altro diventano una sofferenza per la coppia e anche per i bambini.
Per l’adozione internazionale ci si può rivolgere a circa 70 Enti, in Italia che hanno metodi diversi e incrociano Paesi con leggi differenti. Basti pensare che, con una recente modifica di legge, in Cambogia non è più possibile adottare se si hanno già due figli e in ogni caso se il bambino ha superato gli 8 anni. Per l’Ucraina, quando i futuri genitori sono chiamati, conosceranno il nome e l’età del piccolo solo dopo essersi recati lì, dove avviene l’‘abbinamento’.
L’adozione si conclude con la ratifica della sentenza all’estero da parte del Tribunale italiano.
Nota dolente è quella del ‘post adozione’ in cui “spesso le coppie si trovano da sole. Al rientro hanno bisogno di confrontarsi con altre persone per comprendere come risolvere i problemi che sorgeranno. C’è bisogno di creare una rete. L’associazione vuole offrire anche questo, prevendendo di organizzare incontri con esperti”.
Purtroppo, come detto, quando i bambini provengono da altri Paesi, ancora oggi, bisogna fare i conti con il razzismo. “Uno dei progetti della Casa di Giuseppe – ha asserito De Cicco – è istituire un osservatorio con l’obiettivo di monitorare il territorio facendo comprendere, anche attraverso dati scientifici, che il razzismo non ha motivo d’esistere. Un po’ più difficile, ma vorremmo anche dialogare con gli adulti sull’argomento”.
Ma perché il nome ‘La Casa di Giuseppe’? “E’ un invito – ha detto Pino – alla riflessione sulla figura del padre adottivo di Gesù e alla dinamiche spirituali inerenti la famiglia di Nazareth”.
Non sempre, sfortunatamente, le adozioni vanno a buon fine. Esistono anche i ‘fallimenti’, che rappresentano 1-2% dei casi. L’associazione per evitarli ha tra le sue svariate attività l’organizzazione di incontri di accompagnamento e sostegno per coppie che si avvicinano all’adozione, talvolta con il contributo di professionisti esterni esperti nelle tematiche relative all’infanzia in difficoltà, incontri di mutuo-aiuto per genitori adottivi sia condotti da professionisti esterni (psicologo e assistente sociale) che gestiti autonomamente dai partecipanti, percorsi di gruppo sia per i bambini (con attività ludiche e psicomotorie), sia per ragazzi adolescenti e pre-adolescenti e giovani adulti adottivi.

giovedì 17 maggio 2012

Chi siamo e cosa vogliamo realizzare

Il gruppo famiglie adottive La Casa di Giuseppe nasce da un’idea di Pino De Cicco come frutto dell’esperienza di numerose famiglie adottive residenti nella provincia di Benevento che si sono incontrate per confrontarsi, condividere e affrontare insieme il loro percorso nel mondo dell’adozione. La crescita personale e familiare è stata talmente positiva da far desiderare alle famiglie non solo di continuare il percorso di riflessione e condivisione, ma anche di creare una rete di contatti sia tra famiglie adottive che tra le coppie che intendono adottare e desiderano avvicinarsi consapevolmente ad una scelta di vita così importante. Infatti, diventare genitori è di per sé un passo importante nella vita di ognuno, diventarlo attraverso l’adozione è un percorso più complesso; perché a differenza della nascita naturale che è in genere caratterizzata da legami di continuità nel tempo e nello spazio, nella nascita adottiva si realizza un incontro tra persone con storie e vissuti diversi, emozioni dolorose e bisogni profondi. Una riflessione attenta sulle motivazioni della propria scelta è, pertanto, fondamentale e, sicuramente tutelante nei confronti dei soggetti coinvolti, per il bambino soprattutto, ma anche per la coppia stessa, perché l’acquisizione di consapevolezza di sé e competenze genitoriali da parte degli adulti facilita indubbiamente lo sviluppo positivo delle relazioni familiari. L’Associazione vuole realizzare progetti specifici che comprendono percorsi di mutuo-aiuto a sostegno e accompagnamento delle coppie e delle famiglie per una genitorialità consapevole, attività di sensibilizzazione pubblica con la promozione di convegni, serate tematiche, testimonianze presso le istituzioni nonché interventi di informazione e sensibilizzazione nelle scuole. Il nome scelto l’associazione, “La Casa di Giuseppe”, è un invito alla riflessione sulla figura del padre adottivo di Gesù e alla dinamiche spirituali inerenti la famiglia di Nazareth. L’Associazione è iscritta nel Registro Regionale delle Associazioni senza scopo di lucro e nel Registro Regionale delle Associazioni di Solidarietà Familiare. L’Associazione Onlus è apolitica, non ha fini di lucro e persegue esclusivamente finalità di solidarietà sociale.

PRINCIPALI ATTIVITA' 
• Offrire alle coppie in attesa di adottare uno spazio familiare ed amicale, con l'apporto di esperienze di famiglie adottive, ad integrazione dell’offerta formativa attuata dalle istituzioni (Centri Adozioni, Servizi Sociali dei Comuni e Enti Autorizzati per l'adozione internazionale) per stimolare la riflessione su di sé e sulla scelta adottiva e facilitare l’apertura e la disponibilità verso il bambino che deve arrivare.
• Promuovere lo sviluppo di una rete di contatti e rapporti di amicizia tra i soci offrendo opportunità di confronto e scambio di esperienze funzionali al sostegno reciproco sia nel periodo di attesa che durante la crescita della famiglia.
• Realizzare momenti di socializzazione per consentire alle famiglie di conoscersi e, soprattutto, offrire ai figli occasioni di condivisione e sostegno reciproco con altri che vivono la stessa esperienza.
• Promuovere la condivisione dell’esperienza dell’Associazione come soggetto di solidarietà familiare con altre Associazioni e gruppi familiari che abbiano scopi statutari analoghi.
• Promuovere la cultura dell’adozione e dell’accettazione e valorizzazione della diversità come elemento di arricchimento presso la propria sede.
•Vivere la spiritualità dell’adozione attraverso momenti di riflessione e confronto.
•Istituire un Osservatorio sul razzismo che sia in grado di monitorare il territorio ed offrire occasioni di formazione culturale a diversi livelli.
SERVIZI
• Sportello informativo gratuito  (su appuntamento)
• Biblioteca riservata ai soci
• Raccolta di documentazione e materiale informativo
• Incontri  di  accompagnamento e sostegno per coppie che si avvicinano all’adozione o sono in attesa di adottare, talvolta con il contributo di professionisti esterni esperti nelle tematiche relative all'infanzia in difficoltà
• Incontri di mutuo-aiuto per genitori adottivi sia condotti da professionisti esterni (psicologo e assistente sociale) che gestiti autonomamente dai partecipanti
• Percorsi di gruppo sia per i bambini (con attività ludiche e psicomotorie), sia per ragazzi adolescenti e pre-adolescenti e giovani adulti adottivi
• Serate tematiche con l'apporto di esperienze da parte dei soci e con  la conduzione di professionisti esperti
• Convegni pubblici per la diffusione della cultura dell’adozione e dell’accoglienza dell’infanzia in difficoltà
•Organizzazione di momenti conviviali tra le famiglie
• Consulenze individuali con il supporto di professionisti su richiesta.

mercoledì 16 maggio 2012


IL NOSTRO DEPLIANT



LIBRI CHE PARLANO DI ADOZIONE
1)       A.Genni Milotti, Abbiamo adottato un bambino, Franco Angeli - Le comete                      
2)       M. Scarpati, Adottare un figlio, Mondadori                                             
3)       Tomizzo- Micucci, Adozione perché e come, Utet libreria                                            
4)       A.Dell ‘Antonio, Bambini di colore in affido e in adoz.ione, Cortina  editore                                          
5)       M. La Rosa, Ci siamo adottati, ed. Magi                                                      
6)       J. Galli- F. Viero, I percorsi delle adozioni, Armando editore                                     
7)       J.M. Del Bo-M.Meazza, I percorsi delle adozioni, Il Sole 24 ore                                          
8)       A.Oliviero Ferrarsi, Il cammino dell’ adozione, Rizzoli                                                     
9)       Autori vari, L’adozione internazionale-161 domande-160 risposte, Ancora editrice          
10)   Genni Miliotti-Ghigliano, Mamma di pancia, mamma di cuore, Scienza editoriale                          
11)   A.Guerrieri-M.Odorisio, Oggi a scuola è arrivato un nuovo amico, Armando editore                     
12)   Fabrocini-Niro-Pavesi, Primi passi nell’adozione, Erickson editore                                       
13)   L. Paradiso, Raccontarsi l’adozione, Armando editore                                      
14)   A.Mazzon,autori vari, Se volete adottare, aprite tutti i cuori..., Progetto cultura 2003               
15)   Di Rienzo-Saccoccio-Tonizzo-Viarengo, Storie di figli adottivi, Utet libreria                                
16)   M.F. Netto, Ti racconto l’adozione, Utet libreria                                              
17)   Lucchini Balbo, Un abbraccio, un’emozione, ecco l’adozione, Laura Lucchini Balbo                
18)   Davini-Guerrieri-Ianigro, Verso l’ adozione,  Mammeonline                      
19)   S.Cavalli-M.C.Aglietti, Desiderare un figlio, adottare un bambino, Armando editore                 
20)   J.P. Pierrot, I genitori non si scelgono, Città aperta                                                
21)   A. D’andrea, I tempi dell’ attesa, Franco Angeli                                           
22)   Farri Monaco-Peila Castellani, Il figlio del desiderio, ed.. Bollati-Boringhieri                                   
23)   L. Polli, Maestra sai...sono nato adottato, Mammeonline                        
24)   F. Selini, Il padre sospeso “storia adozione raccontata da un papà “, Mammeonline
25)   L.Griva-S.Stanga, Il regalo più bello del mondo, Ideeali                                                        
26)   M.Cavallo, Per una famiglia adottiva, Ministero Pari Opportunità                          
27)   N. Fabre, Questi bambini che ci provocano, Ed.scientifiche Magi                                  
28)   Pavone-Alloero-Rosati, Siamo tutti figli adottivi, Rosenberg & Selier                                   
29)   Rose Lewis, Una Mamma di cuore,  Arnoldo Mondadori                                   
30)   Autori vari, Mille e mille modi di amare, ed.. c.s. Mammeonline

martedì 15 maggio 2012


ASSOCIAZIONE FAMIGLIE ADOTTIVE DI BENEVENTO
“La Casa di Giuseppe”
per la cultura dell’adozione

È nata a Benevento l’Associazione famiglie adottive “La Casa di Giuseppe”.  L’iniziativa è il  frutto dell’esperienza di numerose famiglie adottive residenti nella provincia di Benevento che si sono incontrate per confrontarsi, condividere e affrontare insieme il loro percorso nel mondo dell’adozione. La crescita personale e familiare è stata talmente positiva da far desiderare alle famiglie, non solo di continuare il percorso di riflessione e condivisione, ma anche di creare una rete di contatti sia tra famiglie adottive che tra le coppie che intendono adottare e desiderano avvicinarsi consapevolmente ad una scelta di vita così importante.
La Casa di Giuseppe, intende promuovere la nascita di una rete di famiglie adottive, con lo scopo di aiutare e sostenere le coppie nel compito di diventare genitori, cercando di snellire il percorso burocratico attraverso la sensibilizzazione delle istituzioni preposte e creando una intensa collaborazione con le case famiglia esistenti sul territorio.
L’Associazione vuole realizzare progetti specifici che comprendono percorsi di mutuo-aiuto a sostegno e accompagnamento delle coppie e delle famiglie per una genitorialità consapevole, attività di sensibilizzazione pubblica con la promozione di convegni, serate tematiche, testimonianze presso le istituzioni nonché interventi di informazione e sensibilizzazione nelle scuole, collaborando con le istituzioni locali.
Chi fa la scelta dell’adozione, spesso sente la necessità di condividere con altre coppie, alcuni aspetti di questa meravigliosa e difficile esperienza, con lo scopo di avviare uno scambio di informazioni e attuare un percorso comune di formazione, crescita e sostegno reciproco.

Per info: sito: http://www.casadigiuseppe.blogspot.com/; e-mail: lacasadigiuseppe2012@libero.it cell. 347774627, 3487033650, 3473396869.

domenica 6 maggio 2012

GRANDE FESTA NELLA CASA DI GIUSEPPE

DOMENICA    13   MAGGIO   ALLE ORE   17.30  nelle strutture  adiacenti la chiesa di " S. Giuseppe artigiano "  -  Piano Cappelle-Benevento, ci sarà l'incontro con le famiglie adottive che intendono conoscere le attività dell'associazione ed eventualmente partecipare attivamente ai lavori " nella CASA ".

Alle ore   17.30  :  accoglienza delle famiglie

a seguire  : Presentazione dell'Associazione  con eventuali interventi dei partecipanti ,

               " Merendata " insieme ai figli

durante l' nicontro dei genitori è prevista l' animazione per i bambini.

TUTTE LE FAMIGLIE ADOTTIVE DI BENEVENTO E PROVINCIA SONO INVITATE A PARTECIPARE  !

VI ASPETTIAMO CON GIOIA !
               
              

domenica 13 novembre 2011

Michel Quoist e l'adozione

"Ascoltami ancora, si dice infatti che dalla bocca dei bambini viene la verità ;    se sono un bambino sfuggito dal carnaio notturno , trattenuto da un filo d' amore lanciato da chissà dove.    Se sono un bambino caduto dal nido,abbandonato da padre e madre, rapiti o mortalmente feriti alle sbarre della loro gabbia.    Se sono un bambino nudo, senza panni d'amore o con panni imprestati, ma col diritto di vivere, perchè sono vivo.    E se nello stesso istante persone innamorate piangono davanti a una culla vuota, consumati nel desiderio di accarezzare un bambino.    Se sono ricchi di amore che ritengono sprecato, e vogliono gratuitamente donarlo, perchè cresca e fiorisca ciò che non hanno piantato.       Allora voglio che vengano silenziosamente a chiedermi se desidero adottarli come miei genitori. Ma non voglio dei fanatici del bambino, come collezionisti d'arte che cercano il pezzo raro che manca alla loro vetrina. Non voglio clienti che hanno fatto l'ordinazione e, pagata la fattura reclamano il loro bebè prefabbricato. Perchè non sono fatto per salvare genitori dalle membra amputate, ma loro sono stati fatti, misterioso percorso, magnifico progetto, per salvare dei bambini dal cuore malato, forse anche condannato. E sarà come addormentarci l'un l'altro.                    Io berrò il latte di cui ignoravo il sapore, ascolterò musiche sconosciute, imparerò nuove canzoni, sulle vostre dita, sulle vostre labbra genitori adottati, decifrerò lentamente l'alfabeto della tenerezza.       E l'amore sconosciuto per me prenderà il volo alla luce dei vostri occhi. Voi innesterete le vostre vite sulla mia crescita e grazie a voi io rinascerò una seconda volta.          Cosi sarò ricco di quattro genitori, due lo saranno della mia carne  e due del mio cuore e della mia carne cresciuta. Voi non giudicherete i miei genitori sconosciuti, li ringrazierete e mi aiuterete a rispettarli . Perchè dovrò riuscire lo so,ad amarli nell'ombra, se un giorno vorrò poterli amare nella luce.            E se in una sera di tempesta, adolescente focoso, impacciato di me stesso, io vi rimprovererò di avermi accolto, non vi addolorate, ma amatemi ancor di più : lo sapete, perchè un innesto prenda ci vuole una ferita e, chiusa la ferita, rimane la cicatrice.           Ma io sogno. Io sogno perchè non sono che un bambino in viaggio, lontano dalla terra ferma, la mia parola è muta e li canto senza musica.                    Ciò che vi dico piano  non potrò urlarlo, se non il giorno in cui, avendomi voi adottato, mi avreste messo in cuore tanto amore e autentica libertà, sulle mie labbra parole sufficienti, perchè possa dire : papà, mamma, io vi scelgo e vi adotto allora saprete che il vostro amore è dono, e che è riuscito". ( Michel Quoist - dal testo " Parlami d'amore " )